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convoy

“Convoy” è un cult movie del regista americano, di origine indiane, Sam Peckinpah. Girato nel lontano 1978, narra l’epopea di un camionista solitario e idealista.

Il protagonista, che viene soprannominato “Anatra di Gomma” in funzione dell’ornamento installato sul muso del camion, è interpretato da Kris Kristofferson, affascinante e carismatico attore e cantautore country. 

Egli guida un possente Mack a cabina arretrata (conventional nel linguaggio gergale) ed è in collegamento attraverso la radio CB [1] con un amico di vecchia data chiamato “Maialotto”, nickname attribuito per la tipologia dei trasporti effettuati: suini vivi.

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Poster di copertina del film

I nostri eroi si ritrovano a difendere l’autista di colore “Spider Mike”, caduto in una trappola stradale, orchestrata dallo sceriffo “Papà Orso” interpretato dall’inossidabile caratterista Ernest Borgnine.

Impossibilitato a pagare per la mancanza di contante, una multa per eccesso di velocità si trasforma in una denuncia per vagabondaggio. Dopo una sonora scazzottata in una stazione di servizio, i camionisti si danno alla fuga.

Ad Anatra di Gomma si unisce come compagna di viaggio Melissa, un’affascinante fotografa rimasta in panne con la sua Jaguar nell’area di servizio (Ali Mc Graw, già vista in Getaway sempre di Peckimpah). 

Una semplice situazione crea le premesse di un action movie on the road: la fuga dallo stato dell’Arizona, mirata a uscire dal raggio d’azione della giurisdizione dello sceriffo, diventa l’evento scatenante di un gesto simbolico.

Ai tre camion si uniscono un’infinità di eighteen wheelers [2] e di altri soggetti richiamati, lungo il percorso, dall’eco dei media che focalizzano l’attenzione su questo gesto.

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La carovana degli “Eighteen Wheelers”

Ulteriore scena epica, che ne ha fatto un cult movie, è la liberazione di Spider Mike dalla prigione fatta senza scendere dai camion.

Dall’Arizona si passa al New Mexico per finire in Texas attraverso le vecchie blue highways che attraversano la provincia americana garantendo allo spettatore infinite emozioni suscitate dagli spazi aperti e dalla ricerca di libertà. La mèta finale sarà il Messico, ma non vado oltre.

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La scena in cui “Papà Orso” viene schiacciato tra due Truck

I camionisti sono descritti come moderni cowboys accompagnati non più dai loro fidati ronzini, bensì da possenti e sfavillanti trucks catapultati in un western dei nostri tempi.

Tutti i critici cinematografici vedono nell’opera di Peckimpah, famoso per una manciata di western anomali, visionari, crepuscolari e di una violenza realistica quali “Il mucchio selvaggio” e “Pat Garrett & Billy the Kid” o di drammi western legati al mondo dei rodei come “L’ultimo buscadero” o al tema della fuga come “Getaway”, quella di un completo outsider del cinema americano.

Un’altra chiave di lettura è sicuramente la colonna sonora del movie orientata verso la country music. La title track [3] è la coinvolgente “Convoy” interpretata da G.W. McCall che possiamo a pieno titolo inserire nel fascicolo delle truck driver songs [4].

A ruota, ed è proprio il caso di dirlo, troviamo tra i vari interpreti canzoni quali “Okie from Muskogee” di Merle Haggard, “Keep on the Sunny Side” della Carter family e anche “Lucille” di Kenny Rogers.

Gli attori calzano a pennello i personaggi che interpretano. Viene data molta evidenza alla tematica della minoranza etnica (il pestaggio di Spider Mike e il personaggio della donna autista con il nickname “La Vedova Nera”) e al sottile razzismo che pervade la relazione tra istituzioni e cittadino, tematica attuale ancora oggi.

Sarebbe interessante vedere il movie nella versione completa di oltre 3 ore, quella distribuita nelle sale cinematografiche è di solo 115 minuti.

La frase slogan che a tutti rimarrà impressa, tra i dialoghi realisticamente scurrili che intercorrono tra i CB dei camionisti, è questa: “Nella vita contano i supercamion, le superdonne e il supermangiare”.

Detto tutto ciò è il caso di rivedere il DVD.
Tutti gli amanti della cultura western o meglio della cultura americana in genere dovrebbero averlo in bella vista in salotto?
Io direi proprio di sì!
Play DVD! Che sia la prima o l’ennesima volta, di certo non sarà l’ultima.

Acqusita il DVD di CONVOY – Trincea d’asfalto

NOTE

[1] CB è la versione inglese dell’espressione  Banda cittadina che identifica una banda di frequenza aperte all’uso privato collettivo in ambito cittadino.

[2] Gergo per identificare i truck americani per il numero complessivo delle ruote (18= eighteen) che compongono il trattore e il semirimorchio.

[3] Traccia del titolo. Canzone di punta che dà il titolo all’album o ad un film.

[4] Truck driver songs sono canzoni idealmente perfette per accompagnare i lunghi viaggi dei camionisti.

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Remo Ceriotti in arte "Mr Cadillac" - nickname guadagnato sul campo per la passione sfrenata verso le auto americane in genere ma con una innata predisposizione nei confronti del brand con il simbolo araldico della famiglia di Monsieur Cadillac -nasce nel 1967, anno di forti cambiamenti sociali nella storia americana legati alla fallimentare campagna militare in Vietnam e alle prime formazioni di contestazione giovanile nei movimenti hippie californiani. La famiglia di Remo coltiva da sempre il sogno americano ed legato a doppio filo agli States. Infatti la nonna materna nel 1944, riusci' a salvare, attraverso amorevoli cure, un pilota americano rovinosamente abbattuto dalla mitragliatrici nemiche mentre era in missione con l'obiettivo di colpire l'aeroporto militare di Orio al Serio, all'epoca presidio dei  tedeschi. Un legame forte che nel corso dei decenni si era sbiadito nei ricordi famigliari ma che stranamente al 75 anniversario dell'incidente aereo, nell'ottobre 2019, e' tornato prepotentemente alla ribalta tanto da poter affermare di avere una seconda famiglia allargata sparsa in tutta la costa East degli States (da Washington DC fino alla Florida passando dalla Virginia e dal Kentucky). Un ricordo particolare allo zio Emilio - The Uncle - artista poliedrico (pittore, musicista, scultore) lo indirizza verso la cultura western attraverso la filmografia, i miti dell'ovest americano, il suono arcaico del banjo, le cromature delle auto americane degli anni 50, il rockabilly di Carl Perkins e il pumping piano di Jerry Lee e non ultimo il cinema americano di Sam Peckinpah (Mucchio Selvaggio) e di Robert Altman (Nashville) che fotografano l'america degli anni 70, tanto cara a chi scrive. Coltiva da sempre oltre alle auto una grande passione che e' la musica country tradizionale. Divora libri su libri, tvmovie e ascolta le discografie di tutti gli autori che sono collegati al country & western. E' un cultore degli stili e degli artisti, da quelli piu' oscuri a quelli piu' conosciuti,  dalle origini fino ai giorni nostri tanto che la passione lo porta ad essere uno dei fondatori di uno dei gruppi piu' longevi e prolifici - in attivita' dal 2005 e con un curriculum di 7 cd autoprodotti- della scena musicale country italiana...i MISMOUNTAINBOYS COUNTRY & BLUEGRASS BAND. Si laurea in Economia e Commercio con una tesi dedicata ai nuovi cowboys delle strade americane i Truckers e i loro sfavillanti eighteen wheelers. Ha una sete di avventure on the road sulle strade blu americane tanto da ritornarci svariate volte e di scrivere molteplici articoli per riviste musicali, di viaggi e di cultura americana in genere in tutte le sue forme. La sua e' una continua ricerca nelle radici della profonda provincia americana, quella non raccontata sui libri, non descritta dai viaggi di gruppo...e' un America minore, spesso dove gli eroi sono i perdenti e dove si impara che la strada deve essere rappresentata come una maestra di vita e fonte insaziabile di storie, di avvenimenti e di incontri. Coltiva relazioni legate alle passioni automobilistiche e musicali e non ultimo il mondo del cavallo americano, con molteplici contatti sparsi negli angoli piu' sperduti del Nord America. Dal 2008 condivide questa avventura nel mondo a stelle e strisce con Isabelle Starr sia nella vita musicale - leader vocale & mandolinist dei MISMOUNTAINBOYS - che in quella di tutti i giorni. Chiudo la presentazione con i primi versi di una canzone che spesso canto durante i nostri concerti...il titolo non poteva che essere AMERICA! "America il mio sogno, America il mio destino America sulla strada , America nel taschino Dentro di lei andare, dentro dei lei viaggiare miglia su miglia....on the road" (Lyrics tratta dalla canzone America di Saradini / Sormani Valli)

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