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Hank Williams – Jambalaya (On The Bayou)

Hank williams jambalaya

Hank Williams scrive Jambalaya (On the Bayou) e la registra originariamente nel 1952. Williams adotta un cajun drawl (un modo tipico della Louisiana di parlare lento) e canta dal punto di vista di un ragazzo diretto al bayou (le paludi della Louisiana) per divertirsi.
Sarà una serata all’insegna del bere, buona compagnia e cibo. Molto cibo: Jambalaya, tortino di gamberi e filetto di Gumbo.

Richard Carpenter adora la canzone e la registra nel 1972 con Karen Carpenter alla voce, cantandola con la dizione perfetta. L’originale di Williams è stato un successo Country #1 ed è andato anche al #20 nelle classifiche pop statunitensi. Sebbene i Carpenter non lo pubblichino come singolo negli Stati Uniti, la loro versione diventa un successo in molti paesi del mondo.

Questa la versione di Hank Williams:

Good-bye Joe, me gotta go, me oh my oh
Me gotta go-pole the pirogue down the bayou
my Yvonne the sweetest one, me oh my oh
Son of a gun, we’ll have big fun on the bayou

Jambalaya, crawfish pie and fillet gumbo
cause tonight, I’m gonna see my ma cher a mi-o
Pick guitar, fill fruit jar and be gay-o
Son of a gun, we’ll have big fun on the bayou

From Thibodaux to Fontaineaux, the place is buzzin’
A kinfolk come to see Yvonne by the dozen
Dressed in style they go hog wild, me oh my oh
Son of a gun, we’ll have big fun on the bayou

Jambalaya, crawfish pie and fillet gumbo
cause tonight, I’m gonna see my ma cher a mi-o
Pick guitar, fill fruit jar and be gay-o
Son of a gun, we’ll have big fun on the bayou

Jambalaya, crawfish pie and fillet gumbo
cause tonight, I’m gonna see my ma cher a mi-o
Pick guitar, fill fruit jar and be gay-o
Son of a gun, we’ll have big fun on the bayou

Traduzione

Addio Joe, devo andare, santo cielo!
Devo andare, con la piroga giù all’ansa del fiume
La mia Yvonne la più dolce che ci sia, santo cielo
Figlio di buona donna ci divertiremo un sacco
Sull’ansa del fiume

Jambalaya e pasticcio di gambero e filetto di gumbo
Perché stasera vedrò la mia cara amica
Suona la chitarra, riempi il vaso della frutta e stai allegro
Figlio di buona donna ci divertiremo un sacco
Sull’ansa del fiume

Da Thibodaux, a Fontaineaux il posto brulica
Gente di tutti i generi vengono a vedere Yvonne a dozzine
Vestiti in modo adeguato e vai spavaldo, santo cielo
Figlio di buona donna ci divertiremo un sacco
Sull’ansa del fiume

Jambalaya e pasticcio di gambero e filetto di gumbo
Perché stasera vedrò la mia cara amica
Suona la chitarra, riempi il vaso della frutta e stai allegro
Figlio di buona donna ci divertiremo un sacco
Sull’ansa del fiume

Jambalaya e pasticcio di gambero e filetto di gumbo
Perché stasera vedrò la mia cara amica
Suona la chitarra, riempi il vaso della frutta e stai allegro
Figlio di buona donna ci divertiremo un sacco
Sull’ansa del fiume

Video musicale di Jambalaya (On the Bayou)

Note

Me oh my oh = interiezione, santo cielo, accipicchia etc.

Bayou = luogo generalmente dove un fiume descrive un’ansa, qui ci sono posti di ristoro e di divertimento. La Yvonne della canzone pare gestisse lì un bar.

Jambalaya, pasticcio di granchio, filetto di gumbo = sono tipici piatti Cajun in voga nel sud degli USA come la Louisiana.

Thibodaux, Fontaineaux = sono città della Louisiana.

Autore: Gigio Pesola

Infaticabile inseguitore delle sue grandi passioni:
La vita nei Ranch Americani, Il Whiskey e la Famiglia.
Negli Usa lavora e collabora con ranch per i quali organizza soggiorni lavoro per ospiti Italiani e Europei. In 25 anni di esperienza è stato a contatto con grandi personaggi del mondo del Rodeo come Kenny Claubagh, i Fratelli Garret, Birch Neegard e molti altri. Ha condotto rubriche di Western life per "American West" come periodicista.
In Italia ha sempre lavorato nel mondo del Beverages arrivando a fondare "Amici di Jack Italia" , ed è stato relatore di distillati per Adecco Italia.
Proprietario del whisky Bar "WHSKY", organizza degustazioni e d eventi.
E' felicemente sposato con 4 figli.

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Commenti

3 Commenti

  1. gi.ier

    Grazie Gigio! Giusto tributo a un personaggio che è diventato l’icona della musica country.
    Prima o poi, chiunque ami questo genere, si imbatte in qualche vecchio video in bianco e nero e scopre che brani famosissimi reinterpretati dalle moderne star di Nashville, erano in realtà frutto del genio musicale di Hank Williams. Chi non conosce ‘hey good lookin’ ‘? O ‘lovesick blues’, o ancora ‘I’m so lonesome I could cry’, ‘long gone lonesome blues’, ‘your cheatin’ heart ‘, o ancora ‘cold cold heart’ ? reinterpretate, rivisitate, reinventate, ma tutte nate in quegli anni di musica che si ascoltava alla radio in tutto il sud ed il midwest degli Stati Uniti (Hank è nato nel 1923 in Alabama), quando si gettavano le fondamenta per i grandi cambiamenti epocali, anche nella musica, portati da Elvis e Johnny Cash.

    Cosa portava Hank Williams, in giro per piccole e grandi città d’America raggiunte ogni giorno con interminabili viaggi in macchina, con la sua voce e la sua intonazione inconfondibili, accompagnato dal ‘pianto’ della steel guitar? Seminava quello che poi sarebbe diventato il genere honky-tonk, raccontava quella disperazione di un uomo di successo come era lui, in perenne lotta con sè stesso, con l’alcol, con gli psicofarmaci, con la famiglia, con il denaro. Una lotta che lo porterà a scrivere la parola fine sulla sua vita a soli trent’anni, la notte del primo dell’anno, da solo nella sua Cadillac.

    Ma oltre ad aver lasciato un segno nella musica country che lo rende immortale, Hank Williams è parte della cultura americana, della storia di questo Paese.
    Suo figlio Hank Williams Jr. ha una carriera di successo, trova la sua strada in equilibrio tra il mito del padre e il proprio stile personale, famoso negli anni ’80 e ’90 (chi ha dimenticato la sigla del Monday Night Football?); suo nipote Hank III, che trova il suo spazio nel Southern Rock, fino alla figlia di Hank Jr., Holly Williams, forse meno famosa ma sicuramente una delle cantautrici più interessanti della musica country, ai margini del mainstream di Nashville.

    E oltre alle cover dei successi di Hank Williams, sono innumerevoli i riferimenti alla sua figura ed al significato che evoca.
    Mi viene in mente un capolavoro di Jerry Jeff Walker, il ‘poeta del lonestar state’ come viene chiamato: ‘I feel like Hank Williams tonight’, brano reinterpretato anche da Sunny Sweeney, mantenendo quella ‘crying stell guitar’ in sottofondo.

    Infine i tributi, la riconoscenza di chiunque appartenga alla musica country. Uno su tutti, famosissimo, è il brano ‘Midnight in Montgomery’ di Alan Jackson. Anche qui, i riferimenti alla musica di Hank Williams non mancano, le sue sonorità fondono con quelle di Alan Jackson e il fantasma di Hank Williams continua per sempre a cantare.

    Rispondi
    • Gigio Pesola

      Grazie Mille a te gi.ier!
      Il tuo commento è puntuale e preciso e rende giustizia alla grandezza di Hank. Sono contento sopratutto che il mio articolo ti abbia spinto a fornire cosi tante informazioni da condividere con il nostro pubblico.
      Infine, in aggiunto a quello che hai scritto, voglio ricordare ( probabilmente non a te, ma al pubblico che ci legge) un’altra canzone meno nota ma che dimostra l’influenza di Hank : the ride (scritta da Gary Gentry e J.B. Detterline Jr)
      Portata al successo da David Alan Coe nel 1983, la canzone racconta, in un’atmosfera da Halloween, l’incontro tra un musicista nomade, che fa autostop girovagando in cerca del successo, e il fantasma di Hank Williams che gli offre un passaggio su una Cadillac degli anni 50 ( riferimento alla macchina con la quale Hank morì in incidente stradale). Il musicista non riconosce questo tizio strano dalla faccia pallida e durante il viaggio si trova a dover rispondere del proprio talento
      Il pezzo è un’icona americana e si dice che quando fu cantata all’ Opry House la corrente venne a mancare nel momento in cui si nominò il nome di Hank nella canzone!
      Detto questo ti saluto, ti ringrazio e ti invito a seguirci e a commentare ancora.
      Grazie !

      Rispondi
  2. gi.ier

    Grazie a te Gigio e a chi come te ha avuto l’idea di questo blog! Vi seguo dalla prima riga che avete pubblicato, ma il tempo per commentare è sempre poco…

    Cito ancora qualche titolo che mi viene in mente senza dovermi sforzare troppo, senza contare quelle migliaia di citazioni che si possono trovare nei testi di ogni artista country:

    “Are You Sure Hank Done It This Way?” cantata da Waylon Jennings

    “If You Don’t Like Hank Williams” di Kris Kristofferson

    “Long White Cadillac” nella versione di Dwight Yoakam

    ‘The Blues Man’, ‘Standing In The Shadows’, ‘Montgomery In The Rain’, ‘Living Proof’, di hank Williams, che oltre ad aver pubblicato interi album di cover dei successi di suo padre, ha immortalato tutta la dinastia dei Williams con quella che è una delle mie preferite in assoluto: ‘Family Tradition’:

    So don’t ask me, Hank, why do you drink? Hank, Why do you roll smoke?

    Why must you live out the songs that you wrote?

    Stop and think it over, try to put yourself in my unique position

    If I get stoned and sing all night long, it’s a family tradition

    Rispondi

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