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Kentucky coal

La parabola di Lynch – città modello – tra le città dedite al business del carbone nelle colline dell’Eastern Kentucky.

Il carbone venne scoperto negli U.S.A. per la prima volta nel 1701 in Virginia. Mentre in Kentucky se ne parlò solo nel 1750 e la prima miniera commerciale venne aperta vicino a Paradise, dove scorre il Green River nella contea di Muhlenberg. 

Lynch venne fondata nel 1917 dalla US STEEL Corporation che, a partire dal 26 agosto di quell’anno, la organizzò come la città più all’avanguardia tra quelle dedite all’estrazione del carbone. Qualcuno la definì  la “Cadillac” delle “coaling mining town” del Kentucky. Si sviluppò su 19.000 acri di terreno, dove ancora oggi scorre il Loneey Creek, ai piedi della Black Mountain (la cima più alta dello stato del Kentucky con i suoi 1263 mt) nella contea di Harlan, remota zona collinare degli Appalachi e spina dorsale degli Stati Uniti orientali.

La costruzione della città terminò nel 1925. Durante la seconda guerra mondiale la città contava più di 10.000 abitanti, di cui il 40% impiegato nelle miniere. Una comunità di cittadini provenienti da almeno trentotto nazioni diverse. La US STEEL selezionava i nuovi minatori direttamente da Ellis Island a NY: porta di ingresso degli Stati Uniti. Una grande percentuale dei miners (minatori) erano di origine afro-americana provenienti dagli stati del sud.

La US STEEL investiva nella scolarizzazione dei figli dei minatori. Offriva loro un percorso scolastico interamente finanziato fino al raggiungimento della laurea in ingegneria. La contropartita era quella di essere poi impiegati nella stessa corporation per un lungo periodo di anni.

Lynch era dotata di strade asfaltate, di un sistema fognario – rarità per quegli anni nella zona rurale del Kentucky -, di un ospedale con un articolato presidio sanitario e sala operatoria, tre scuole, due chiese, un campo da baseball – dove giocavano i Lynch Bulldogs sempre finanziati dalla corporation – e un hotel a cinque stelle con 108 stanze. La struttura dell’hotel era totalmente in legno e rappresentava, per quel tempo, la più grande struttura residenziale dello stato del Kentucky. Aveva al piano terra un cigar shop, un barber shop, una sartoria, una lavanderia e, udite udite, una gioielleria. E non mancava neppure un Big Store, vale a dire, un antesignano dei moderni centri commerciali: all’interno di un’unica struttura si potevano trovare negozi di tipologia diversa.

Per tutti i “blue” e “white” collars(1) della corporation c’erano a disposizione 600 case, di cui 200 unifamiliari e le restanti bifamiliari. A livello mondiale poteva essere considerata una delle migliori città minerarie per i servizi sociali e sanitari offerti ai lavoratori e alle loro famiglie. Veniva dedicata attenzione alla sicurezza sul lavoro tanto da individuare un “safety day” dedicato a valorizzare la prevenzione da infortuni, come nelle moderne organizzazioni. 

Aveva un grande cine teatro che durante gli anni trenta e quaranta ospitò anche i divi dei “singing western movies”, tanto in voga in quel periodo. Tra i suoi abitanti c’era un certo Ken Maynard – al quale dedicheremo presto un articolo – che prima di diventare un divo del cinema western muto degli anni venti e trenta, cavalcava con abilità innata i muli adibiti al trasporto del carbone nelle miniere.

Lynch come descritto nell’introduzione dell’articolo si trova nella contea di Harlan, da tutti soprannominata “Bloody Harlan”. A darle questa nomea i tragici fatti di sangue occorsi all’inizio degli anni trenta causati dagli scioperi indetti per migliorare le condizioni salariali e i diritti dei lavoratori. Gli operai e le aziende che detenevano il controllo del carbone erano le parti coinvolte. I primi non erano uniti tra di loro attraverso i sindacati e questo giocò a loro sfavore. La situazione fu così critica che dovette intervenire la Guardia Nazionale per ristabilire l’ordine. Molti di questi fatti di sangue, ricordati come il periodo del terrore, vengono citati a più riprese ogni qualvolta vi siano tensioni sindacali nel mondo dell’industria del carbone. Il numero delle vittime occorse durante gli scontri nei campi minerari, nessuno lo ha mai dichiarato. Oggi cosa ne è della contea di Harlan e della città modello di Lynch?

Harlan è una delle contee più povere degli Stati Uniti d’America mentre Lynch conta poco più di 600 abitanti e lotta ogni giorno per la sopravvivenza. La popolazione sta invecchiando, gli edifici pubblici che ricordano i fasti di un tempo sono in totale decadimento e le case degli operai della US STEEL Corporation abbandonate. La stessa US STEEL ha venduto tutti i possedimenti nel 1984. L’industria del carbone si è spostata nel nord ovest con impianti altamente automatizzati. Lynch sta diventando giorno dopo giorno una “ghost town” (città fantasma).

Da questo brandello di storia americana “quasi” contemporanea, durante un’afosa domenica sera dell’estate 2019, mi sono usciti dalla penna i primi versi e la melodia di “Kentucky Coal”: canzone scritta in omaggio alla città modello di Lynch.

Video musicale | Mismountainboys – Kentucky Coal

Note:
(1) – Con questi termini venivano definiti i colletti blu e i colletti bianchi. I primi sono gli operai mentre i secondi sono i lavoratori amministrativi (impiegati, quadri e dirigenti).

Remo Ceriotti in arte "Mr Cadillac" - nickname guadagnato sul campo per la passione sfrenata verso le auto americane in genere ma con una innata predisposizione nei confronti del brand con il simbolo araldico della famiglia di Monsieur Cadillac -nasce nel 1967, anno di forti cambiamenti sociali nella storia americana legati alla fallimentare campagna militare in Vietnam e alle prime formazioni di contestazione giovanile nei movimenti hippie californiani. La famiglia di Remo coltiva da sempre il sogno americano ed legato a doppio filo agli States. Infatti la nonna materna nel 1944, riusci' a salvare, attraverso amorevoli cure, un pilota americano rovinosamente abbattuto dalla mitragliatrici nemiche mentre era in missione con l'obiettivo di colpire l'aeroporto militare di Orio al Serio, all'epoca presidio dei  tedeschi. Un legame forte che nel corso dei decenni si era sbiadito nei ricordi famigliari ma che stranamente al 75 anniversario dell'incidente aereo, nell'ottobre 2019, e' tornato prepotentemente alla ribalta tanto da poter affermare di avere una seconda famiglia allargata sparsa in tutta la costa East degli States (da Washington DC fino alla Florida passando dalla Virginia e dal Kentucky). Un ricordo particolare allo zio Emilio - The Uncle - artista poliedrico (pittore, musicista, scultore) lo indirizza verso la cultura western attraverso la filmografia, i miti dell'ovest americano, il suono arcaico del banjo, le cromature delle auto americane degli anni 50, il rockabilly di Carl Perkins e il pumping piano di Jerry Lee e non ultimo il cinema americano di Sam Peckinpah (Mucchio Selvaggio) e di Robert Altman (Nashville) che fotografano l'america degli anni 70, tanto cara a chi scrive. Coltiva da sempre oltre alle auto una grande passione che e' la musica country tradizionale. Divora libri su libri, tvmovie e ascolta le discografie di tutti gli autori che sono collegati al country & western. E' un cultore degli stili e degli artisti, da quelli piu' oscuri a quelli piu' conosciuti,  dalle origini fino ai giorni nostri tanto che la passione lo porta ad essere uno dei fondatori di uno dei gruppi piu' longevi e prolifici - in attivita' dal 2005 e con un curriculum di 7 cd autoprodotti- della scena musicale country italiana...i MISMOUNTAINBOYS COUNTRY & BLUEGRASS BAND. Si laurea in Economia e Commercio con una tesi dedicata ai nuovi cowboys delle strade americane i Truckers e i loro sfavillanti eighteen wheelers. Ha una sete di avventure on the road sulle strade blu americane tanto da ritornarci svariate volte e di scrivere molteplici articoli per riviste musicali, di viaggi e di cultura americana in genere in tutte le sue forme. La sua e' una continua ricerca nelle radici della profonda provincia americana, quella non raccontata sui libri, non descritta dai viaggi di gruppo...e' un America minore, spesso dove gli eroi sono i perdenti e dove si impara che la strada deve essere rappresentata come una maestra di vita e fonte insaziabile di storie, di avvenimenti e di incontri. Coltiva relazioni legate alle passioni automobilistiche e musicali e non ultimo il mondo del cavallo americano, con molteplici contatti sparsi negli angoli piu' sperduti del Nord America. Dal 2008 condivide questa avventura nel mondo a stelle e strisce con Isabelle Starr sia nella vita musicale - leader vocale & mandolinist dei MISMOUNTAINBOYS - che in quella di tutti i giorni. Chiudo la presentazione con i primi versi di una canzone che spesso canto durante i nostri concerti...il titolo non poteva che essere AMERICA! "America il mio sogno, America il mio destino America sulla strada , America nel taschino Dentro di lei andare, dentro dei lei viaggiare miglia su miglia....on the road" (Lyrics tratta dalla canzone America di Saradini / Sormani Valli)

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Commenti

2 Commenti

  1. gi.ier

    Complimenti Remo, un articolo straordinario, anche per la capacità di portare indietro nel tempo chi legge. Un viaggio affascinante dentro il cuore, anzi dentro l’anima degli States. Le miniere di carbone, e poi le acciaierie, che fanno la storia degli Stati Uniti attraverso la frontiera a ovest, la guerra civile, fino alla seconda guerra mondiale ed alla crisi economica (e d’identità) di tutto il midwest.

    Trovo splendido anche il video che accompagna “Kentucky Coal” che è un brano che non ha nulla da invidiare ai tantissimi che sono stati scritti, suonati e cantanti, negli ultimi due secoli per onorare e ricordare le miniere e i minatori.

    Sicuramente a tutti sarà capitato di ascoltare ‘16 Tons’ , ‘Dark As a Dungeon’, ‘Coal Miners Blues’ , ‘Miner’s Prayer’ o ‘You’ll Never Leave Harlan Alive’, per citarne qualcuno che magari è stato riproposto anche con sonorità diverse da quelle ‘roots’ o ‘bluegrass’ in cui sono nati.

    E pensare che la prima cosa che viene in mente quando si pensa al Kentucky, è il bourbon!

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    • Remo Ceriotti

      “Ringrazio il lettore per aver colto il forte collegamento tra questo pezzo di “storia americana vissuta” con i versi e la melodia della canzone che mi sono usciti come un naturale tributo a quanti hanno sacrificato vite umane ed hanno vissuto per il resto della loro vita in condizioni di salute precarie per alimentare il “coal business”.

      Un pezzo come questo non poteva che essere in tonalità minore, Lam per la precisione, per descrivere i fatti di “Bloody” Harlan County. La magia dell’insieme viene poi creata dall’arrangiamento semplice ma efficace con il susseguirsi delle immagini proposte nel video. Prendo l’occasione per fare in pubblico i complimenti a Tarcy “911” Castelli, chitarra ed armonica dei Mismountainboys, per la realizzazione del video.

      Continua a seguirci attraverso i canali social dei MISMOUNTAINBOYS e soprattutto in modalità live!!!”

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