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Le statue del sud, case study

le statue del sud

Viste le proteste americane degli ultimi mesi, vi sarete di certo domandati perché le statue del Sud celebrino prevalentemente razzisti. C’è una precisa e incasinata ragione che non ha nulla a che fare con la storia reale.

Il Sud è pieno di eroi che non supportavano la schiavitù, ma ascoltando le notizie recenti non lo immaginereste mai; soprattutto guardandone i monumenti. 
Se ne potrebbero citare almeno cento prima di arrivare a Dolly Parton; e credetemi lei ci sta alla grande se consideriamo che ha scritto “Jolene” e “I will always love you” nello stesso giorno. Decisamente più impressionante che farsi fare il mazzo a stelle e strisce a Gettysburg.

dolly parton statue del sud
Dolly Parton Statue – Sevierville, Tennessee

Vediamo la ragione per cui le statue sembrano onorare i confederati possessori di schiavi.  Iniziamo con l’affermare che la maggior parte di esse non fu eretta nel periodo immediatamente successivo alla Guerra Civile, ma in un tempo successivo come parte di un sforzo mirato a ricordare la guerra in una certa luce. E c’è anche un secondo momento di rinomina e costruzione, il 1950, guarda caso il periodo del “Movimento per i diritti civili degli afroamericani”.

Non si tratta solo del fatto che possano suscitare emozioni insultanti e dolorose, ma che molte siano anche brutte.
Tante sono state prodotte in massa e costruite al risparmio; per capirlo basta guardare il video dell’abbattimento del “Ragazzo che veste in grigio” a opera di manifestanti in North Carolina. 
Possono anche esser facili da demolire ma non certo da guardare, come questa del generale Nathan Bedford Forrest.

nathan bedford forrest statue del sud
“Nathan Bedford Forrest Staute”, alta 7,6 mt – Nashville, Tennessee.

È come se qualcuno avesse chiesto a un bambino con davvero poco talento di disegnare un “cowboy assassino da incubo”. È anche divertente pensare che forse quello fu l’unico livello di scultori a cui i committenti poterono rivolgersi. Questa statua avrebbe più senso se fosse stata realizzata da persone che odiavano Forrest.  Potremmo pure tenere in considerazione questa possibilità, perché nel guardarla il primo pensiero che viene in mente è: “questo tizio doveva proprio fare schifo.”
In effetti Nathan Bedford Forrest fu un commerciante di schiavi prima della guerra e durante quest’ultima venne coinvolto in uno dei peggiori massacri di soldati prigionieri di colore a Fort Pillow. Alcuni dicono che non ne fu il responsabile diretto, tuttavia lasciò che la cosa accadesse. Inoltre, e non meno importante, fu anche una figura chiave nella formazione del Ku Klux Klan.
Quindi di cosa stiamo parlando?
Ci sono davvero tantissime persone del Sud che potrebbero essere celebrate anche senza essere state Gran Mago (come viene definita la carica massima) del Klan.
Per esempio i 100.000 sudisti che, pur sapendo che avrebbero dovuto rinunciare alle loro famiglie e affetti, si schierarono contro la schiavitù combattendo la Guerra Civile da quello che poi si rivelò il lato vincente.

Si potrebbero rimpiazzare tutte le statue di Jefferson Davis con quelle di Harriet Tubman; e non la vecchia, dolce nonnina della ferrovia sotterranea di cui si racconta ai bambini americani, ma la pesantemente armata, cazzuta, fredda giustiziera Harriet Tubman. La brillante spia dell’esercito federale e une delle menti dietro al Combahee River Raid in cui vennero salvati più di 700 schiavi. 

harriet tubman memorial statue del sud
Harriet Tubman memorial – Auburn, New York


Oppure Cassius Clay, non il pugile – anche se altrettanto pericoloso nel caso fossi stato uno schiavista -, un sudista abolizionista che liberò gli schiavi ricevuti in eredità e a cui pagò il salario già dal 1840. Fondò un giornale anti-schiavitù e tenne testa a una folla di circa sessanta persone venute per distruggerlo. Sopravvisse a un tentativo di assassinio in cui, dopo aver ricevuto un colpo di pistola al torace, rincorse l’aggressore a cui tagliò il naso con il coltello bowie.

Western Heritage Cassius marcellus clay
Cassius Marcellus Clay, piantatore kentuckiano, politico ed emancipazionista.

Questi esempi sono davvero meno fichi di Forrest nel meritare statue?
A voi la sentenza.

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