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Ecco perché tutti dovrebbero conoscere Gene Autry

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Quando si parla di viaggiare negli States, si sa, noi italiani prediligiamo spesso l’Ovest, attirati dall’immaginario hollywoodiano e dalle lunghe strade che attraversano immensi ambienti desertici. La città di Los Angeles è da sempre inserita nelle immancabili tappe del famoso tour del West. In pochi sanno però che nella zona metropolitana della Città degli Angeli, a Griffith Park, si trova uno dei musei più interessanti della storia americana. È l’Autry Museum of the American West, originariamente chiamato Gene Autry Western Heritage Museum.

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La statua di Gene Autry all’entrata dell’Autry Museum di Los Angeles.

Il museo fu fondato nel 1988 da Jackie e Gene Autry insieme a Joanne e Monte Hale. Da molto tempo Gene Autry sognava di “costruire un museo che potesse esibire e interpretare l’eredità dell’Ovest e mostrare come questa ha influenzato l’America e il mondo”. 
Le mostre avrebbero raccontato la vita delle persone che si erano stabilite nel West: i famosi working cowboy, gli artisti, gli autori, i registi, le personalità della televisione e della radio. Autry spese 54 milioni di dollari per realizzare questo museo. Oggi è una tappa davvero da non perdere e permette a migliaia di visitatori di scoprire mostre speciali ed esplorare l’arte, la storia e la cultura dell’Ovest americano.

Ma chi era Gene Autry e perché ogni americano lo conosce?

Gene Autry

Fu il più ricco cowboy del mondo e visse l’epoca d’oro del singin’ cowboy di Hollywood. Registrò centinaia di canzoni a partire dal 1929. Dal 1935 al 1955 apparve in più di 90 film. Tra il 1950 e il 1955 fu protagonista di uno show televisivo di 91 episodi. 

Gene Autry è l’unico artista dello spettacolo ad avere cinque stelle meritatissime sulla Hollywood Walk of Fame (ciascuna rappresentante il cinema, il teatro, la televisione, la radio e la discografia).

Dal film del 1942 “Stardust on the Sage”, Gene Autry canta un medley che include le classiche “You Are My Sunshine”, “Home on the Range” e “Deep in the Heart of Texas”.

Negli anni Cinquanta, Autry si ritirò dal patinato mondo del cowboy hollywoodiano per dedicarsi alle sue “poche” attività imprenditoriali: stazioni radio, giornali, pozzi di petrolio, ranch, scuole di volo, un rodeo itinerante, case editrici, una squadra di baseball (i famosi Los Angeles Angels li ha fondati lui) e una catena di cinema. Insomma, una vita tutt’altro che noiosa.

Ma ciò per cui Gene Autry è un modello ancora oggi è la sua classe innata in fatto di abbigliamento. Aveva un’incredibile passione per la moda, molto probabilmente influenzata dai film di Tom Mix, e fu votato come uno dei dieci uomini meglio vestiti nell’America degli anni Cinquanta
Stetson fu il primo a disegnare i suoi cappelli, ma poi fu Resistol a realizzare l’originale stile personalizzato di Gene.

Gene Autry e Mary Lee cantano “I’m an Old Cowhand” dal film “Back in the Saddle” del 1941. Notare l’elegante abito indossato dall’attore.

La grande passione per la moda si tradusse in un gigantesco armadio che occupava una grande porzione della sua casa. Centinaia erano gli  stivali coloratissimi, personalizzati da Lucchese, Rios, Olsen-Stelzer, Charlie Garrison. 

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Immaginiamo di camminare in queste giganti stanze con cappelliere appese al soffitto, camicie ricamate e abiti nei colori più svariati, sciarpe e cravatte realizzate a mano. Gene ha lasciato un’eredità di abiti dal valore incalcolabile.

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Un paio di Olsen-Stelzer appartenuti a Gene Autry negli anni Quaranta: gli stivali di Gene sono spesso il frutto di ammirabili maestranze dell’artigianato.

Possedeva capi di ogni sarto western, ma Rodeo Ben era certamente il suo favorito. Ben usò finissima gabardine, whipcord, flanella e saia per i suoi abiti nelle tonalità del grigio perla, cannella, beige e blu: il colore preferito di Gene. Tutti gli smoking posseduti erano di taglio western, così come ogni cosa che indossava. Si dice che non avesse altre scarpe all’infuori dei cowboy boots: anche per giocare a golf indossava un paio di Lucchese con i tacchetti. La collezione di Gene Autry è davvero una pietra miliare nella storia della moda americana.

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Ecco perché quando parliamo di western heritage, la nostra mente non può che pensare a lui, Gene Autry, l’elegante singin’ cowboy che ha dato un grande slancio allo sviluppo della musica country e a cui Johnny Cash gli dedicò la canzone :”Daddy, who’s Gene Autry?”

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